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Stefano Montanari e il microscopio
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Giovanna

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MessaggioInviato: Mer Set 02, 16:54:15    Oggetto:  Stefano Montanari e il microscopio
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Montanari e il microscopio: AGGIORNAMENTI ! + censimento su disponibilita' a partecipare a manifestazione di protesta ad urbino

CON PREGHIERA DI TRASMETTERE A TUTTA LA VS MAILING LIST DI CONTATTI DI FIDUCIA ED INTERESSATI SINCERAMENTE ALLE QUESTIONI AMBIENTALI, ricevo e trasmetto a tutti voi questa mail - leggermente modificata in autorizzazione dello stesso doc - di aggiornamento ricevuta da Montanari:

L’Università di Urbino pare del tutto intenzionata a venirsi a prendere il microscopio entro il mese di settembre, massimo inizio ottobre. Questo abbiamo saputo da fonti personali, senza aver avuto il minimo contatto con Urbino che nemmeno si degna di mettersi in contatto con noi.

In questo momento abbiamo tre ragazzi che stanno utilizzando l’apparecchio per fare la loro tesi e abbiamo un progetto europeo in corso oltre, naturalmente, alle ricerche note. Se il microscopio traslocasse prima di fine ottobre i ragazzi non si laureerebbero e il progetto europeo non potrebbe essere terminato. Va da sé che le ricerche andranno a pallino, come desidera fortemente chi ci toglie il nostro apparecchio.

Chi ci voglia dissentire da quanto sta accadendo o segnalare la cosa direttamente alle parti interessate, puo' farlo contattando via mail la onlus Bortolani (info@bortolanionlus.it), Grillo (info@beppegrillo.it) e Urbino nella figura del rettore prof. Stefano Pivato (rettore@uniurb.it) e del direttore amministrativo dott. Enzo Fragapane (diramm@uniurb.it).

La cosa è urgente e sta passando sotto silenzio assoluto da parte dei media.

Si sta valutando inoltre la possibilita' di manifestare davanti alla sede dell'universita' di urbino e alla sede della nanodiagnostics. chi di voi fosse interessato segua i gruppi facebook dedicati a Montanari :



che sono tempestivamente aggiornati in caso di novita' importanti, ed ovviamente in via ufficiale, eventuali comunicazioni provenienti a Voi direttamente da Montanari, se all'epoca forniste la vostra mail per essere aggiornati.
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MessaggioInviato: Mer Set 02, 16:54:15    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Gio Set 03, 19:39:38    Oggetto:  
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anche Byo Blu intervista il dottor Montanari e vuol far chiarezza sulla vicenda.

inoltre pubblica il testo della DIFFIDA e gli indirizzi e-mail a cui inviarlo

Alla Associazione Carlo Bortolani Onlus

Al Rettore dell’Università di Urbino prof. Stefano Pivato

Al Direttore amministrativo dell’Università di Urbino dott. Enzo Fragapane

E, p.c. a Beppe Grillo

Claudio Messora

Nanodiagnostics S.r.l.
info@nanodiagnostics..it
Comitati in rete


OGGETTO: MICROSCOPIO ESEM A SCANSIONE AMBIENTALE – Atto di diffida


Abbiamo appreso che l’Associazione Carlo Bortolani Onlus intenderebbe donare lo strumento in oggetto all’Università degli Studi di Urbino. Tale notizia è confermata da quanto pubblicato sul sito


Intendiamo con la presente rammentare che il microscopio è stato acquistato dalla Onlus grazie ai contributi versati da parte di cittadini e associazioni con la specifica e solennemente dichiarata finalità di dotare la NANODIAGNOSTICS S.r.l. dei mezzi necessari ad effettuare le ricerche su nanoparticelle e nanopatologie.

L’acquisto tramite la Onlus Carlo Bortolani ci è stato rappresentato unicamente come garanzia di “trasparenza” nella gestione del microscopio, che sarebbe stato comunque installato ed utilizzato, a titolo di comodato gratuito, nel laboratorio della NANODIAGNOSTICS S.r.l. formalmente impegnatasi, per parte del Dott. Montanari e della Dott.ssa Gatti, a servirsene a fini scientifici e di ricerca nell’intereresse della comunità.

Peraltro non è esatta la circostanza che il microscopio è stato esclusivamente “acquistato grazie alla campagna di raccolta fondi di Beppe Grillo” in quanto molti hanno effettuato il versamento a seguito delle iniziative di informazione scientifica tenute dal Dott. Stefano Montanari. Pertanto a nulla rileva il fatto che la decisione dell’Associazione Bortolani Onlus di trasferire il microscopio sarebbe “condivisa dallo stesso Grillo”.

Non può tacersi infine la circostanza che mentre la NANODIAGNOSTICS S.r.l., nelle persone dei Dottori Montanari e Gatti, ha sempre messo a disposizione degli enti locali e dei cittadini le proprie ricerche e conoscenze per valutazioni di ordine scientifico e sanitario a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, l’università di Urbino si è schierata in più occasioni a favore di soggetti privati ed iniziative di carattere “imprenditoriale” di dubbia validità. Prova ne siano le recenti consulenze dell’Istituto di Botanica dell’Università e del Prof. Orazio Attanasi, in qualità di docente dell’Ateneo, a sostegno della realizzazione della centrale termoelettrica a cosiddette biomasse nel Comune di Orciano di Pesaro, un progetto ritenuto altamente pericoloso anche dall’IST – Istituto Nazionale per la Ricerca su Cancro di Genova, chiamato a esprimersi da uno dei comuni interessati.

Tanto considerato si INVITA e DIFFIDA l’Associazione Bortolani Onlus a non trasferire il microscopio ESEM a scansione elettronica all’Università di Urbino e ad assicurare che lo stesso resti a tempo pieno a disposizione del laboratorio NANODIAGNOSTICS S.r.l. presso la sede della società, onde corrispondere ai presupposti dichiarati della raccolta fondi.

In difetto, il popolo della rete si vedrà costretto ad adire le competenti sedi giudiziarie a tutela dei suoi diritti.

Milano, 03 settembre 2009
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MessaggioInviato: Dom Set 06, 15:09:24    Oggetto:  
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ci sono aggiornamenti sul blog di byo blu


e c'è un articolo da leggere
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MessaggioInviato: Gio Set 10, 06:23:37    Oggetto:  
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Scritto da Stefano Montanari
mercoledì 09 settembre 2009


Il prossimo 22 settembre il nostro laboratorio (Via Fermi, 1/L 41057 San Vito – Modena) resterà aperto a chiunque voglia visitarlo dalle ore 15 alle ore 21 e porre domande.


Per le ore 16:30 è indetta nello stesso luogo una conferenza stampa cui tutte le testate (giornali, radio e TV) sono invitate a partecipare. L’argomento sarà la partenza del microscopio elettronico e tutto quanto riguarda la vicenda.

Unica condizione per la partecipazione è che chiunque entri dovrà dichiarare la propria identità certificandola con un documento che sarà fotocopiato.
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MessaggioInviato: Gio Set 10, 22:56:33    Oggetto:  
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Sui rischi degli inceneritori e delle nanoparticelle: intervista a Stefano Montanari

Stefano Montanari, intervistato da Radio Rock Italia, spiega i rischi degli inceneritori e delle nanoparticelle.
Tempo fa esordì con una dichiarazione lapidaria:
"Un sindaco che consente l'installazione di un incenitore in città commette un genocidio."
Ora ci spiega il motivo.

"Prendendo ad esempio l'inceneritore di Brescia in cui bruciano 800mila tonnellate di rifiuti l'anno, proprio per la legge fisica della conservazione della materia, conosciuta sin dalla fine del '700 in cui Lavoisier affermò che "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma", anche i rifiuti che immettiamo in un inceneritore subiscono una trasformazione, ma non possono scomparire."

Da Wikipedia leggiamo:
.... egli (Lavoisier) mostrò che, anche se la materia cambia il suo stato con una reazione chimica, la quantità di materia è la stessa all'inizio e alla fine di ogni reazione. Bruciò fosforo e zolfo nell'aria, e dimostrò che il prodotto pesava più della materia iniziale. Ciò non di meno, il peso acquisito era stato preso dall'aria. Questi esperimenti fornirono la prova per la legge di conservazione della massa (in una reazione chimica la massa dei reagenti è esattamente uguale alla massa dei prodotti). (Wikipedia)

E quindi, continua Montanari, anche i rifiuti non scompaiono ma, bruciando, si trasformano.
Si trasformano in elementi talmente sottili che diventano ancora più pericolosi perché, se inalati, si infiltrano in ogni parte del nostro organismo.
E sono le nanoparticelle.

E c'è di peggio.
Alle tonnellate di rifiuti trattate, vanno aggiunti altrettanti materiali che servono per la loro combustione: acqua, metano, carbone, ecc.. che, nel processo totale, per lo stesso principio di Lavoisier, trasformandosi anch'essi, si sommano al materiale di base, e quindi alle 800mila tonnellate di immondizie da incenerire se ne sommano altrettante per la combustione, con il risultato di 1600000 tonnellate di nanoparticelle che vengono disperse per aria e sono ancora più tossiche del materiale iniziale.

Le nanoparticelle sono invisibili ma nocivi al nostro organismo perché sono polveri non più degradabili ma eterne.

Quando le polveri vengono inalate, o mangiate, perché si depositano su frutta e verdura e quindi entrano nella catena alimentare, passano nel sangue e lì restano. A differenza di altre polveri grossolane che si fermano alle prime vie aeree e possono essere eliminate soffiandosi il naso, le polveri sottili, molto più numerose, riescono a penetrare in profondità anche nell'alveo polmonare e da lì, in un minuto già sono nel sangue, e in 60 min negli organi..fegato, cervello, gonadi, stomaco...

Tali organi poi si comportano come filtri, imprigionano le polveri che restano lì in eterno.
Inoltre, se superano una certa concentrazione, l'organo reagisce e attornia le polveri con del tessuto infiammatorio che resta per tutta la vita.
Il problema è che una infiammazione blanda ma cronica ha una maggiore probabilità di trasformarsi in un cancro.

Ma potrebbe succedere anche che le polveri possono dare origine a dei coaguli nel sangue, causa di trombosi.
Inoltre sono polveri che la madre trasmette al feto e dare origine a malformazioni fetali o aborti.
O anche si possono annidare nel pancras e determinare il diabete
Pare che dopo il disastro delle torri gemelli, a causa della enorme quantità di polveri sottili disperse nell'aria, i casi di diabete sono aumentati in maniera esponenziale.

Ma allora se gli inceneritori non sono adatti alla risoluzione del problema dei rifiuti, quali tecniche di smaltimento occorre adoperare?

Montanari è lapidario: il rifiuto più facile da smaltire è quello che non c'è.
E quindi occorre attivarsi per la riduzione dei rifiuti.
In Irlanda hanno tassato il sacchetto di plastica: 15 cent e sono diminuiti del 92%.

Già tassare l'imballo, pagare maggiormente per gli imballi più ingombrati, potrebbe essere una delle soluzioni. Calcolando che il 50/ 60 % dei rifiuti in discarica è costituito dagli imballi.

Noi ci illudiamo che l'usa e getta sia sinonimo di ricchezza "sono ricco in ragione di quanto butto"
Ora invece non ce lo possiamo più permettere e occorre invece privilegiare materale recuperabile.
Occorre anche migliorare la qualità dei prodotti:
i prodotti che danno rifiuti non gestibili non possono essere giudicati idonei.
In germania le auto sono costituite da pezzi completamente riciclabili altrimenti non vengono omologate.
Un esempio di prodotto con imballo valido è il gelato: anche il cono che lo contiene è utilizzato.

Questa è una nuova sfida per i progettisti: fare in modo che l'imballo possa essere riciclato.

Per smaltire i rifiuti invece dovrebbero essere progettati e sperimentati i sistemi a freddo. A Pesaro un signore ha inventato un sistema a freddo, molto promettente ma non riesce a sperimentarlo, nessun comune è disponibile a ospitarlo.
Il problema è che con i sistemi a freddo non si fanno soldi. Mentre invece ne circolano in abbondanza per gli inceneritori.

Vi sono inoltre dei sistemi di abbattimento delle polveri. Lo stesso Montanari ha sperimentato un metodo al comune di Roma, montando sul tetto degli autobus una tecnologia che trasforma le polveri sottili in mattoncini di materiali inerti.


La vergogna del microspopio elettronico

Comprato con i soldi di una sottoscrizione popolare e pagato 370mila euro, il microscopio elettronico serviva per la ricerca sulle nanoparticelle dei dottori Gatti e Montanari che, per trasparenza era stato affidato all'Associazione Bortolani onlus con la gestione alla dott. Gatti.
Bene l'associazione ha deciso di ufficio di trasferire il miscrospopio a Urbino, dove nessuno lavorerà mai sulle nanoparticelle.
E' evidente che fattori esterni al mondo della ricerca siano intervenuti per interrompere le ricerche sulle nanoparticelle, troppo scomode al business degli inceneritori.
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MessaggioInviato: Gio Set 10, 23:03:07    Oggetto:  
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lettera di protesta inviata all'Università di Urbino e all'associazione Bortolani dai ricercatori solidali al dott. Montanari


Al Rettore dell’Università di Urbino
e p. c.
all’Associazione Carlo Bortolani Onlus

Spett. Le Università di Urbino,

come esponenti del mondo della ricerca italiana, stiamo seguendo con sincera preoccupazione la vicenda del microscopio elettronico che in questi giorni coinvolge il vs. importante Ateneo e i Dottori Gatti e Montanari.
A tal proposito, dopo aver letto diverse dichiarazioni sulla carta stampata, riteniamo doveroso osservare che l'immagine della ricerca in Italia esce ingiustamente danneggiata da questa vicenda. In primo luogo, perchè non sono state spiegate all'opinione pubblica le ragioni per una delocalizzazione "coatta" di uno strumento scientifico, e in secondo luogo perchè siamo convinti che quanto sta accadendo abbia ragioni estranee al mondo della ricerca.

In considerazione del fatto che tale microscopio, sino ad oggi assegnato alla responsabilità scientifica della Dott.ssa Gatti, è stato finanziato con una raccolta pubblica di fondi, allo scopo di studiare le nanopatologie “a Modena", non troviamo etico decidere di spostarlo in altra sede, e per altri scopi di ricerca, senza consultazioni popolari. Se i finanziatori di questo strumento hanno ritenuto di voler finanziare una determinata ricerca, ci sembra opportuno che il loro intento non sia tradito. Avete chiesto a questi signori “finanziatori” se concordano con quanto sta accadendo?
L'impressione che si riceve da questa vicenda è quella che fattori esterni al mondo della ricerca siano intervenuti per ostacolare l'attività di Gatti e Montanari. Non si intravedono né questioni di merito scientifico, nè ragioni economiche o burocratiche. Quello che la gente comincia a pensare, ed anche noi cominciamo a credere, è che la questione non stia nella quantità dei risultati scientifici ma nel contenuto e nel significato di questi risultati.

Venendo dunque al merito, come ricercatori impegnati
anche nel campo delle nanotecnologie, crediamo che il problema dell'inquinamento da nanopolveri e le patologie da loro indotte siano argomenti di prioritaria importanza per la ricerca. Questo campo rappresenta da anni il lavoro di Gatti e Montanari, ed è anche grazie a loro se queste ricerche si sono sviluppate ed hanno raccolto grande interesse internazionale.
Ci sono oggi molte indicazioni scientifiche, ora pubblicate dall'OMS, secondo le quali l'alta concentrazione di nanopolveri che respiriamo sia tra le cause principali dell'escalation dei tumori e di nuove malattie che investono tutti i Paesi industrializzati, in particolare l'Italia, e colpiscono dai bambini agli adulti di ogni età. Il prezioso lavoro di Gatti e Montanari contribuisce a dare le prime indicazioni sulle ragioni di queste malattie.
Inoltre, rimane il profondo interesse di tutti i ricercatori, che come noi producono e lavorano sui nanomateriali, nel sapere se di questi materiali dobbiamo preoccuparci, o meno, dal punto di vista della salute. Prima di "contaminare" il pianeta con nuovi materiali prodotti con nanotecnologie, un settore in rapidissima espansione, dobbiamo capire se questi sono compatibili, e in che misura, con le forme di vita.
Si tratta di temi che hanno bisogno di risposte in tempi rapidi, e pochi ricercatori oggi se ne stanno occupando. Il problema è che non abbiamo più tempo! Anche come cittadini vogliamo sapere, prima possibile, come e perchè le nanopatologie si verificano, capirne le cause per poterle possibilmente eliminare. Per questo motivo riteniamo indispensabile che queste ricerche siano sostenute, come è stato all’epoca della raccolta fondi per l’acquisto del microscopio, anziché ostacolate, come sta accadendo con la vicenda della delocalizzazione dello strumento.

Osserviamo che il mondo della ricerca istituzionale è il primo a lamentarsi che non ci sono fondi a sufficienza per lavorare in condizioni adeguate e al pari di altri Paesi. E dunque, s'inventa ogni strada per trovare finanziamenti, dai progetti europei alle collaborazioni e consulenze con i privati, alla raccolta pubblica di fondi. Bene! Siamo forse l'unico paese europeo dove certe ricerche si possono fare solo attraverso la mobilitazione popolare, come se allo Stato non interessassero determinati argomenti, mentre all'opinione pubblica sì. Siamo arrivati all'assurdo che la ricerca sul cancro si fa con le donazioni, i programmi televisivi, l'otto per mille, etc. Curioso!
Se allo Stato non interessano determinate ricerche, pazienza! Ma ora che facciamo, si contesta uno strumento di ricerca, finanziato con raccolta pubblica di fondi? Si contesta la legittimità di un ipotetico uso privato dello strumento, e pertanto lo si vuole portare all'interno di un edificio universitario. A scopo pubblico, o privato?
Chiediamo questo perchè anche nei nostri laboratori, come in decine di altri in giro per l'Italia, c'è un microscopio elettronico che noi stessi utilizziamo, comprato con fondi pubblici, che talvolta è noleggiato a pagamento ai privati. Questo avviene in quasi tutte le Università ed enti di ricerca, che ormai oggi accettano, anzi sono ben contenti, di fornire servizi ai privati, sotto compenso. Ci teniamo a precisare che i proventi delle consulenze e dei contratti di ricerca fatti con le aziende sono poi “spartiti” nelle buste paga dei docenti o ricercatori, fino ai dipendenti amministrativi.
Oggi, quasi tutti gli enti di ricerca “intascano” qualcosa dall'uso privato di strumentazione pubblica! Cosa vogliamo fare, delocalizziamo tutti gli strumenti pubblici presso qualche ente che ci garantisce di non noleggiare la strumentazione?

Con questo abbiamo voluto sottolineare che non è il dove si mette lo strumento che fa la differenza, ma è come lo si usa, e per quali scopi.
Riteniamo che se il microscopio è stato finanziato con una raccolta pubblica di fondi, allo scopo di studiare le nanopatologie “a Modena”, tale debba rimanere lo scopo e tale la sede della ricerca, non potendo altrimenti mantenere integro e possibile lo scopo iniziale.
A meno che Gatti e Montanari non ne abbiano fatto uso improprio, differente da quanto prospettato ai finanziatori, e a noi questo non sembra proprio. Con quel microscopio si sono sempre occupati dei temi delle nanopatologie, come hanno fatto da molti anni a questa parte, pubblicando ricerche scientifiche, divulgando risultati con libri, convegni e conferenze, a disposizione della gente e dei cittadini, ovvero dei loro finanziatori.
La ditta Nanodiagnostics, presso la quale è collocato lo strumento, si occupa di nanopatologie, di consulenza e di ricerche nel settore. Dunque qual è il problema?
Forse si vuole pretendere che mantengano in vita la strumentazione a loro spese, senza cercare finanziamenti con la Nanodiagnostics?
Ovvero, si sostiene che per le Università le consulenze verso il privato vanno bene ma per loro no?

Ci spiace, non condividiamo questo modo di tagliare le gambe ad una ricerca importante per la società contemporanea, voluta da una raccolta pubblica di fondi ed ostacolata da elementi e spiegazioni che nulla hanno di convincente.
Il coinvolgimento di un ente pubblico come l’Università, che niente ha da rivendicare su quello strumento, crediamo rechi solo un danno d’immagine alla ricerca italiana, e rafforzi ancora di più la convinzione popolare che siamo di fronte ad una ricerca scomoda per qualcuno. Forse per quei "poteri forti" che fanno dell'inquinamento e della salute un grande business?

Con l’augurio che vogliate ripensare attentamente alla vicenda, nell’interesse della ricerca italiana e nel rispetto dei cittadini finanziatori, porgiamo i nostri più Cordiali Saluti,

Fabrizio Odorici, Primo Ricercatore all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - Sezione di Bologna
Vincenzo Balzani, Prof. Ordinario di Chimica Generale al Dip.to di Chimica dell’Univ. di Bologna
Mario Compiani, Ricercatore di Chimica Fisica al Dip.to Scienze Chimiche dell’Univ. di Camerino
Luciana Malferrari, Ricercatore all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - Sezione di Bologna
Giulio Veronese, Ricercatore all'Ist. per la Microelettronica ed i Microsistemi del CNR di Bologna
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MessaggioInviato: Ven Set 18, 13:09:18    Oggetto:  
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In merito alla vicenda circa il microscopio elettronico acquistato con una sottoscrizione popolare lanciata da Beppe Grillo, della quale l’Associazione Carlo Bortolani Onlus fu il collettore e che, nel rispetto della normativa in materia lo assegnò –su indicazione dei Signori Stefano Montanari e Antonietta Gatti- in comodato al Centro di Geobiologia dell’Università di Urbino e oggi donato all’Università di Urbino (sempre nel rispetto della normativa in materia) con la possibilità per i due signori di continuare a usarlo per la ricerca ma non a scopo di lucro, siamo con la presente a segnalare quanto segue:

il giorno 11 settembre 2009 l’Associazione Carlo Bortolani Onlus ha presentato Denuncia e Querela nei confronti del Sig. Stefano Montanari per i seguenti capi d’imputazione: 1) diffamazione, 2) diffamazione a mezzo stampa; 3) ingiurie; 4) violazione della privacy.

Sarà quindi un Magistrato a far luce sulla verità.

Di tale informazione è stata data regolare pubblicazione sul sito della Onlus
<http://www.bortolanionlus.it/> dall’11 Settembre.

Si suggerisce quindi, per chi intendesse recarsi alla conferenza stampa indetta dal Sig. Stefano Montanari per il giorno 22 settembre c.m. presso l’azienda Nanodiagnostics di Modena che fa capo a Montanari e Gatti di tenere presente della denuncia in corso e, al fine di avere una conoscenza maggiore della vicenda e del Sig. Stefano Montanari, di consultare l’inchiesta della giornalista Dott.ssa Valeria Rossi editrice de “Il Ponente” di Savona ai seguenti link:

* Il punto sul “caso Montanari” e sul microscopio elettronico:


* Montanari, atto terzo:


* “Ho lavorato alla Nanodiagnostics”: la testimonianza di chi ha
“visto da vicino”:


Associazione Carlo Bortolani Onlus

<http://www.bortolanionlus.it/>


Pubblico pari pari il comunicato che la Onlus Bortolani, esattamente come previsto (vedi il mio post del 9 settembre), ha emanato ed inviato a tutti, ma proprio a tutti, facendo di me un’eccezione. Il messaggio, comunque, mi è arrivato lo stesso da fonte autonoma.
Lo confesso, sono colpevole di tutti i reati ascrittimi
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MessaggioInviato: Ven Set 18, 13:13:58    Oggetto:  
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da

RETTIFICA ALLA LETTERA DEL SIGNOR GIANNI.
di Stefano Montanari

Notifico che “Gianni”, che ebbe un contratto a termine non con noi ma con il Laboratorio di Biomateriali dell’Università, fu ospite del nostro laboratorio perché mia moglie, la dott.ssa Gatti, mi chiese, a titolo di favore, che i nostri ragazzi lo istruissero un po’, vista la sua totale ignoranza nel settore di ricerca che a noi è proprio. Bastò qualche giorno perché tutti ci accorgessimo che il problema non era tanto quello culturale, pure evidente, ma era altro: “Gianni” era un misto di presunzione e d’insoddisfazione nei riguardi della vita “com’avesse l’inferno a gran dispitto” (scusi se cito tale Alighieri) e l’impressione di tutti è che fosse il peggior nemico di sé stesso. Al di là della poca simpatia che il personaggio inevitabilmente induceva, era impossibile, comunque, non provare commiserazione nei suoi riguardi. Insomma, un infelice. Così, vista l’inadeguatezza del soggetto, pregai mia moglie di riprenderselo.

Purtroppo al laboratorio universitario la cosa non migliorò affatto e “Gianni” si rivelò peggio di un peso morto. Di seguito, uno scritto di mia moglie in proposito:

“Si informa che il dott. XXXXXXXXXX è stato oggetto d’investigazione da parte dell’Università di Modena per uso improprio di strumentazione universitaria in orario di lavoro. Le prove hanno evidenziato anche un uso non autorizzato di attrezzature per uso personale a fini politici [tra l’altro, il ragazzo spediva, ovviamente di nascosto, pacchi di lettere personali dal fax del Laboratorio di Biomateriali]. È stata chiesta un’azione disciplinare nei suoi confronti, poi archiviata per l’immediato autoallontamamento del soggetto, peraltro senza il preavviso di legge. Si sta inoltre verificando se il guasto ad uno strumento in dotazione universitaria sia dovuto ad un sabotaggio da parte del soggetto in questione. Per quanto attiene alle capacità del XXXXXXXX, si è evidenziato che le capacità logico-cognitive e culturali lo rendevano non idoneo alla mansione che era chiamato a svolgere. Il soggetto non è stato nemmeno in grado di produrre una relazione del proprio operato”.
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23/09/09 - MONTANARI e l'Olimpo degli dei di cartone
Stefano Montanari e la moglie, la Dr.ssa Gatti stanno per essere privati di un microscopio particolarmente sensibile per la ricerca delle nanoparticelle le quali provocano malattie gravissime, malformazioni e morte. Il 26 Ottobre prossimo, una ditta specializzata si recherà presso il laboratorio degli scienziati e preleverà l'oggetto conteso, portandolo all'università di Urbino, dove non esistono locali idonei per fare funzionare il microscopio e tanto meno persone che lo sappiano adoperare. Inoltre mancano le attrezzature ancillari (elementari) atte alla funzione finale del microscopio stesso. Chi si cela sotto questo disegno assai misterioso? Facile da capire, così come è facile capire perchè chi non intende più aiutare gli scienziati ha scelto la strada opposta. Il denaro muove il mondo.
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Avete perso ancora
Scritto da Stefano Montanari
domenica 29 novembre 2009


E così, ancora una volta, avete perso.

Come abbondantemente annunciato, ieri, a Modena, si parlava di ambiente e, in particolare, ma certo non solo, del sistema d’invenzione italiana per iniziare a ripulire l’aria cittadina dalle polveri. Alla giornata erano stati espressamente invitati i politici locali e dei dintorni ma, ahimé, nessuno di loro tranne un solitario rappresentante della lista modenese di Grillo accompagnato da qualche amico si è materializzato. Peccato: forse qualche sindaco apparentemente sporcaccione avrebbe potuto dire la sua. O, in mancanza del sindaco - che resta, comunque, la maggiore autorità sanitaria del comune - ci sarebbe potuto essere qualche assessore all’ambiente. Invece…

Ma anche i comitati per l’ambiente, sempre pronti a
strepitare a patto che non si tocchino certe situazioni politiche (scusate l’uso improprio dell’aggettivo) che, in fondo, non sono poi così scomode, hanno disertato la sala.

Naturalmente si sono tenuti prudentemente alla larga i soliti (ig)noti, quelli che sputano veleno a patto di poter stare al sicuro accuratamente nascosti dietro pseudonimo, così come i “giornalisti” (virgolette) autori di inchieste che partono dal finale desiderato e che lì devono per forza arrivare. Nessuna sorpresa, dunque: la viltà resta coerente con se stessa.

Sorpresa, invece, hanno destato le assenze dell’avvocatessa Bortolani e di Beppe Grillo (pure invitati) che, stando a quanto affermato dalla gentile avvocatessa stessa e senza smentita da parte del noto comico, si prodigano in coppia per sfilare il microscopio dalle bieche grinfie del duo Gatti-Montanari. Peccato: si è persa l’occasione per spiegare finalmente e definitivamente davanti alle telecamere di Arcoiris il perché di un atto che parrebbe essere di un’immoralità difficile da contestare. Certo, invece, le motivazioni saranno ben altre, ma se non ce le spiegano… E poi, ci avrebbero potuto illustrare i movimenti bancari della fin troppo famosa raccolta fondi, il perché della destinazione dell’apparecchio proprio ad Urbino, l’università che, guarda caso, tentò di giustificare “scientificamente” la costruzione di un inceneritore a biomasse a un tiro di schioppo dalla città, il perché non hanno mai visitato il laboratorio per poi affermare bizzarrie partorite da non si sa bene che come il fatto che noi “non utilizziamo il microscopio”, e, insomma, tutte le cosucce ormai citate chissà quante volte e che restano in attesa di essere raccontate mostrando la faccia, dati alla mano e chiacchiere a zero.

Ma l’assenza più dolorosa è stata quella del personaggio che maggiormente si sarebbe gradito. Una didatta romana, un tempo oscura e ora non più, ha trovato da tempo ospitalità in qualche blog che ne ha scoperto e messo in luce il valore scientifico. Chi aveva organizzato il convegno aveva provveduto non solo ad invitare l’illustre personaggio, ma anche ad offrirle viaggio, vitto e alloggio di prestigio per consentirle di confrontarsi, dati sul tavolo, con chi aveva approntato il sistema di pulizia dell’aria e con chi aveva eseguito le analisi del caso. Serbbe stata un’occasione eccellente perché tutti avremmo potuto apprendere come si giudica un sistema tecnico senza averlo mai visto, senza avere idea di come sia costituito, inserendo nei dati considerazioni su sostanze (quali non è dato sapere) ed accessori (un secondo “cassone” mai visto da nessuno) che non fanno parte della progettazione o della sperimentazione e senza avere la benché minima nozione delle discipline che entrano in ballo negli scopi della sperimentazione eseguita. Sapendo come si fa, si risparmierebbe una montagna di tempo e una pari montagna di quattrini. Ma questo luminare avrebbe potuto anche sbugiardare non solo chi ha eseguito le analisi, ma pure l’ente pubblico che ha eseguito i controlli e che ha confermato alla virgola ciò che era risultato in primis. Peccato: sarà per un’altra volta. Intanto il luminare ha provveduto ad informare per iscritto tutti gl’invitati a proposito della cialtroneria del sistema e di chi il sistema ha analizzato. Chissà che ne dirà il suo rettore. E il giudice?


Insomma, ancora una volta avete perso come perdono tutti gli agonisti che si sottraggono alla gara.

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MessaggioInviato: Gio Gen 07, 23:28:43    Oggetto:  L'ultimo Natale del famoso microscopio
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Lo abbandoniamo o come movimento ci assumiamo le nostre responsabilità?

A tutte le persone chiedo di diffondere quanto segue nel proprio ambito lavorativo/contatti/amicizie. Serve aiuto e serve presto. Se chiude il laboratorio a Modena il danno sarà irreparabile. Nessuna Telethon televisiva raccoglierà fondi per prevenire le malattie. Per la prevenzione primaria non si raccolgono fondi: si raccolgono solo per
CURARE la malattie.

ciao, Roberto


Vi prego di leggere da questo link "L'ultimo Natale del famoso microscopio".

La situazione, è molto grave per usare un eufemismo.
Non commento il post sopra, ne prendo semplicemente atto.

5000 euro scarsi raccolti a favore della nanodiagnostics, in molti mesi, (quasi un anno) sono una cifra ridicola.
Non trovo altre parole: è RIDICOLO.
Se non siamo capaci della disciplina necessaria a sviluppare e sostenere economicamente un movimento contro la nocività tramite la ricerca (seria) non andiamo da nessuna parte.

Quante volte accidenti, QUANTE volte, abbiamo tutti potuto contare su Stefano Montanari e le sue conferenze?
Centinaia di volte? "solo" decine di volte?...
Se le polveri di un inceneritore sono state rilevate dentro alle biopsie di un tumore, lo si deve a Gatti&Montanari e a nessun altro; si tratta di rendersi conto di cosa si sta parlando e di quanto c'è in ballo.

Forse, amici della Rete no inc, è il momento di ricambiare, o non avremo una seconda possibilità: compriamo i libri (e facciamone regalo ai Sindaci inadempienti la legge), rinunciamo ad una pizza o un CD mettiamo da parte una moneta ogni volta che entriamo sul suo sito... E MANDIAMOGLI 10 EURO, 20 EURO, 50 EURO. Minimo.

Non so se ci rendiamo conto, ma tutto il peso economico del laboratorio a Modena è sulle spalle dalla famiglia Montanari e basta. Forse è ora di darsi una mossa: servono i FATTI non solo le belle idee e la consapevolezza di essere nel giusto (sostenendo la strategia zero rifiuti).
Solo con la solidarietà, astratta, non si va da nessuna parte...
Il laboratorio di Modena è un patrimonio del Paese, di tutti coloro che si oppongono ai VisigotiUnited, di destracentrosinistra&tirolesi (qualunque cosa significhino nel 2009, in Italia, quelle parole. All'estero non lo so, e adesso non mi importa).

Montanari ha il solo torto di non fare un banner gigante sul suo sito: servono donazioni. SERVONO-DONAZIONI. Servono donazioni. Adesso.

Visto che è troppo un gentiluomo per chiedere aiuto, allora è il momento che l'aiuto glielo diano gli AMICI. Se amici sono.

Bisogna mandare avanti il laboratorio a Modena.
Adesso.
Non domani o dopodomani...
Adesso.

«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni»
Ghandi

PS: Questo appello alla rete no inc è il solo modo che ho di continuare (continuare) ad aiutare la nanodiagnostics: una briciola di quanto Gatti e Montanari hanno aiutato tutto il movimento rifiuti zero, in fondo. Bene. Mano al portafoglio.
Adesso.

Come e dove mandarle, le indicazioni le trovate sul sito
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